Craiova. La bellezza nonostante tutto

22 iulie 2016
Autor

di LEONETTA BENTIVOGLIO

 

Le città sono avventure affrontabili con ottiche diverse. Ci sono quelle esplicitamente turistiche, le più frequentate e illustri, che sfoggiano la propria avvenenza in modo generoso o talvolta sfacciato, proponendo itinerari precostituiti. E ci sono quelle più laterali, misteriose e multidimensionali, dove le fette di bellezza sono state alterate da cataclismi naturali o da guerre o dai dettami estetici di una dittatura. In seguito può capitare che le espressioni del genio storico urbano riaffiorino dal passato e si mescolino al resto, con l’esito di un’alternanza fra riscoperte artistiche e zone di degrado.

 

Craiova, in Romania, riflette questa fisionomia “binaria”. Colta, dinamica, piena di studenti universitari e d’iniziative (ha ospitato di recente le manifestazioni del Premio Europa per il Teatro, di grande prestigio internazionale, ed è candidata al ruolo di Città europea della cultura 2021), possiede veri tesori. Il suo patrimonio va da un tessuto fitto di chiese attraversate da influssi orientali a un centro storico di suprema eleganza europea, finemente restaurato negli ultimi tre anni. Vedi la via principale, solo per pedoni, che ha due nomi a seconda dei tratti: strada Unirii, cioè dell’Unità, con case piccole e basse dai colori pastello che rammentano le abitazioni delle isolette veneziane; e Lipscani, denominazione romenizzata della città tedesca di Leipzig. Ai restauri s’alternano murali contemporanei, dai colori accesi e spettacolari, confezionati per mascherare facciate non recuperabili.

 

Craiova. Alla scoperta della città romena

 

Accanto a tutto ciò emergono i cascami architettonici del regime di Ceausescu. O ci si può imbattere in aree dove gli interventi e gli stili s’intrecciano in maniera disordinata. Ma anche in tali accostamenti bizzarri vive il fascino di Craiova, situata nella regione romena dell’Oltenia. Tante sono le sue mappe: basti pensare alla trentina di chiese bizantine che sorgono sul suo territorio. Da non perdere la Madona Dudu, d’imponenza superba all’esterno (l’edificio risale a metà Settecento e venne ristrutturato nel secolo successivo) e tappezzata al suo interno da pitture fiabesche. Famosa è anche la Biserica Domneasca Sfantu Dimitru (votata a San Demetrio), eretta sulle basi di una chiesa del Cinquecento e rimodellata da un progetto ottocentesco di Emile Lecompte de Nouy.

 

Altro obiettivo irrinunciabile per il visitatore è il Museo di Belle Arti, edificio del 1896 disegnato da Paul Gotereau (Craiova abbonda di palazzi creati da architetti in arrivo da Francia e Italia, testimoniando trascorsi densi di commerci e scambi). Da un esterno di foggia parigina si entra in ambienti sontuosi nelle tinte pompeiane, nei saloni con trompe l’oeil di specchi e nelle marmoree scalinate. La sua attrattiva principale è la galleria dedicata alle opere giovanili del celebre scultore romeno Constantin Brancusi (1876-1957), fra le quali spicca il potente capolavoro “Il bacio” (1907), dove un blocco di pietra fonde due figure speculari in un innesto assoluto dei corpi e con un’essenzialità che sfiora l’astrazione.

 

Un’altra punta di diamante di Craiova è il Parco Romanescu, nella periferia a sud della città. Realizzato dai principi Bibescu, amicissimi di Proust, su progetto dell’architetto francese Redont, vinse la medaglia d’oro all’Expo di Lisbona del 1902. Copre 96 ettari di terra e vi si trovano un lago, un anfiteatro e un ippodromo. Al momento è in fase di ristrutturazione grazie all’entusiasmo operativo della sindaca di Craiova Lia Olguta Vasilescu, artefice anche dell’ottimo rifacimento del centro storico. Il parco sarà agibile di nuovo fra un paio di mesi.

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